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L'ultimo appuntamento
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Scritto da Pico   

Finalmente! l'ultimo appuntamento di una giornata faticosa..

Era stanco, annoiato e non vedeva l'ora di tornare a casa. Stava annotanto
alcune cose al computer quando l'assistente entrò nello studio seguita dall'ultimo
paziente, una donna... Non era bellissima, neanche appariscente eppure lo
sguardo tra i due fu stranamente intenso e lungo.

"Buonasera Dottore"

"Buonasera Signorina, si accomodi".

Poche parole per spiegargli i disturbi e lui già si avvicinava alla sua
bocca aperta con cautela, scrutandone avidamente ogni particolare. Denti
bianchissimi, una lingua morbida e due labbra rosse e grandi.

Mentre la visitava, avvertiva gli occhi della donna puntati addosso e una
strana eccitazione crebbe in lui. Gli era già successo in passato e quella
sensazione la conosceva molto bene. Era un sottile gioco di sguardi, di
sfioramenti "casuali".

Si avvicinò di più fino a sentire il gomito della donna  sul suo sesso che
cominciava ormai a dare segni di se. Lei lo avvertì ma non si scostò, lo
lasciò fare.

C'era un silenzio insolito. L'eccitazione cresceva ed era assolutamente
palbapile.

Lui in genere chiacchierava, spiegava..questa volta no, stava in silenzio
per gustarsi questo gioco sottile, malizioso.

"Ecco" disse toccandola in modo tutt'altro che professionale sotto il mento
"c'è un po' d'irritazione al dente del giudizio, i suoi linfonodi sono
infiammati". E dicendo ciò le prese dolcemente la mano nella sua e
portandogliela al viso. Era umida, calda e si lasciava guidare senza opporre
alcuna resistenza. Le piaceva evidentemente quel contatto, lui ne era
sicuro. Indugiò nel lasciargliela e lei stessa si lasciò tenere la mano per
alcuni lunghissimi secondi.

L'assistente osservava in silenzio ciò che stava avvenendo, guardava ora
lui, ora lei, in silenzio. Si era accorta di questo gioco di sguardi, di
questa  strana atmosfera, e i suoi arcaici sensi avevano percepito questa
eccitazione irrefrenabile?

Il gomito della paziente si fece più pressante e con impercettibili
movimenti, senza sorpresa,  scoprì centimetro dopo centimetro tutta quell'imponente
erezione. E mentre ne saggiava l'eccitazione, lo guardava dritto  negli
occhi. Lui, distrattamente, con la scusa di dover controllare i denti
superiori si sporse su di lei appoggiando "distrattamente" il braccio sui
suoi seni. Avvertì il fremito della donna e un leggero inarcamento della
schiena. I capezzoli erano duri e li stuzzicava con sapienti movimenti del
braccio, quando senti la lingua della donna leccargli le dita. Con prontezza
chiese all'assistente di porgli uno strumento costringendola per pochi
secondi a girarsi di spalle verso il mobile e prendere ciò che lui le aveva
chiesto. Furono pochi secondi ma bastarono perché la paziente gli prendesse
letteralmente  il dito in bocca e cominciasse a succhiarlo mentre lo
guardava eccitata.

Ormai non ne poteva più, sentiva di non poter resistere.

"Ecco lo strumento Dottore" e nel girarsi lui temette si fosse accorta di
ciò che stava accadendo. Per un attimo si senti in imbarazzo, non sapeva
cosa dire o cosa fare per uscire da quella situazione. Si sforzò allora di
riacquistare un atteggiamento professionale ma fu un tentativo vano.

Sentì la mano poggiarsi sulla sua coscia e lentamente ma inesorabilmente
scorrere fino all'inguine. La sentì afferrare con decisione il suo cazzo e
stringerlo. Ebbe un sussulto e lanciò uno sguardo distratto in basso... non
era la paziente! Quella mano era dell'assistente che ora, mentre gli
accarezzava l'arnese diventato di marmo e lo guardava con occhi semichiusi,
con le dita cercava avidamente la lampo dei pantaloni. Il cervello dell'uomo
stava impazzendo. La paziente nel frattempo aveva chiuso gli occhi e si era
apparentemente ricomposta, o almeno così sembrava.

Il cazzo ormai era fuori dei pantaloni, dritto e duro. La paziente ignara di
cosa stava accadendo alle sue spalle e lui che continuava la sua
interminabile visita. Sentì il calore di una bocca morbida e umida che gli
avvolgeva la cappella e il cazzo pulsare violentemente. Guardò l'assistente,
la sua mano che scivolava lungo il cazzo, ormai completamente bagnato della
sua saliva, seguendo il movimento della testa...ma.. l'altra mano dov'era?
Non la vedeva. Spostò lo sguardo quel tanto che gli bastò per vedere uno
strano movimento sotto il telino che copriva il torace della paziente...le
stava toccando i seni! Tutto era successo senza che lui neanche se ne
rendesse conto.

Diamine che situazione eccitante..prese coraggio e lentamente sbottonò la
camicetta della paziente. I seni come liberati da una costrizione sembrarono
balzare fuori e ne afferrò uno con decisione mentre la mano dell'assitente
accarezzava l'altro. La paziente seguiva queste carezze con eccitanti
movimenti della schiena, gemendo e eccitandosi nel sentire due mani diverse
esplorarla e darle piacere. Allungò una mano e tirò su la gonna lentamente.
Aveva delle bellissime gambe abbronzate, magre e lunghissime. Lui seguiva
questo movimento lento con eccitazione sempre maggiore. Non aveva le mutande
e neanche peli..sembrava una adolescente. Allargò con malizia le gambe,
sollevandole un po' e cominciò a toccarsi. Sapeva bene come fare. Lui guardò
a lungo quel dito muoversi con sapienza mentre quella adorabile fichina si
bagnava sempre più. Non seppe resistere, si staccò dall'assistente e
avvicinò la sua bocca a quel fiore coperto di rugiada. Cominciò a leccarla
dolcemente, succhiandone gli umori e cercando di imparare in fretta come a
lei piacesse. Aveva un sapore dolcissimo, sembrava profumata e lui la
leccava con ingordigia per non perdere neanche una goccia di quegli umori.
Il bacino della donna cominciò a muoversi sempre più intensamente, voltò gli
occhi e vide che le due donne che si  stavano baciavano con una passione
tremenda. La paziente era supina a bocca aperta mentre la lingua dell'assistente
ne esplorava ogni suo angolo. Vedeva la saliva delle due donne mescolarsi e
bagnare i due visi eccitati. Con una mano la paziente gli afferrò il  cazzo
e cominciò a menarlo con decisione. Ogni tanto lo guardava vogliosa e poi
tornava alla bocca dell'assitente. Il dottore capì, si alzò e con un unico
movimento le infilò il palo fino in gola, fino a vederla lacrimare. Si tirò
indietro temendo di avere esagerato ma lei lo afferrò dai fianchi e questa
volta se lo spinse da sola completamente in bocca. Le piaceva sentirsi
invasa e riempita da quell'affare caldo e pulsante. La sua lingua lo
avvolgeva e lo leccava con una dolcezza incredibile. Le sue mani lo
esploravano senza pudori. Lo sfilò di bocca e la sua lingua scorse tutta la
sua lunghezza fino alla base.Lui alzò una gamba poggiandola sulla poltrona e
mettendosi quasi a ponte, di spalle, sulla paziente supina. La lingua non si
fermò ma continuò fino al culo. C'era da impazzire, gli stava leccando il
buco del culo e questo lo mandava in estasi. Poi senti il dito, prima
timido, poi sempre più audace stuzzicarlo fino a che non se lo sentì
scivolare dentro, in maniera sorprendentemente facile. Stava impazzendo di
piacere.

L'assistente nel frattempo era venuta davanti, si era inginocchiata tra le
cosce della paziente e le stava leccando la fica mentre guardava lui dritto
negli occhi. Si era spogliata mettendo in mostra un corpo fantastico che lui
aveva solo immaginato e segretamente desiderato fino a quel momento. Aveva
due seni bellissimi e grandi,  morbidi come piacevano a lui. La vide
prendersene uno in mano e strofinarne il capezzolo sul sesso ormai madido
della paziente. La stuzzicava poi la leccava e poi la ristuzzicava e poi la
rileccava e i gemiti delle due donne riempivano la stanza.

Sentiva quel dito esperto nel culo e la lingua della paziente dappertutto,
mentre l'assitente continando a leccare quella fica gli aveva afferrato il
cazzo in mano e lo stringeva forte. Lui non ce la faceva più, si sentiva
esplodere. Le donne se ne accorsero, l'assistente allora si avvicinò e lo
prese completamente in bocca  cominciando a spompinarlo in maniera sublime.
Lui vedeva il suo cazzo sparirle completamente in gola mentre il dito della
paziente con sempre maggiore decisione gli penetrava il culo. Sentì delle
violentissime contrazioni. Fu una sborrata infinita, getti caldi e copiosi
riempirono quella bocca stupenda che continuò a succhiarlo per alcuni
minuti. Poi, sfinito, si lasciò cadere sulla sedia guardando l'assistente
alzarsi, avvicinarsi alla bocca aperta della paziente, lasciarle scorrere in
bocca il suo sperma mischiato al saliva e le due bocche unirsi in un bacio
lunghissimo.

Capì di essere ormai di troppo e uscì dalla stanza lasciando le due donne
sole. Andò nel suo studio, accese una sigaretta, sorrise e mise un po' di
musica a coprire i gemiti delle donne...
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