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La mia prima volta
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Scritto da Alessia   


Era l'estate del 1994, avevo compiuto 17 anni da appena due giorni.  I miei
genitori quel sabato mattina di luglio volevano portarmi con loro nella
nostra casa al mare.  A me non andava proprio di passare tutta la giornata
sulla spiaggia, sdraiata a prendere il sole, a far la parte della ragazzina
che giocava ancora con la Barbie. Non avrei potuto nemmeno guardare con
invidia ed ammirazione quei bei corpi atletici dei ragazzi che giravano fra
gli ombrelloni.

Mio padre, per il quale ero ancora una bambina e pure viziata, mi avrebbe
sicuramente rimproverato. Non notava o faceva finta di non vedere il mio
seno non grande ma ben fatto, non vedeva nemmeno i miei fianchi ben torniti
da vera donna, il mio fondo schiena prominente e sodo. Questi erano invece
particolari molto apprezzati dai miei compagni di classe e anche dai ragazzi
che incontravo per strada.

Quel giorno inventai per miei genitori la scusa che non mi sentivo troppo
bene perché forse stavano per arrivare, in anticipo, le mestruazioni. Volevo
rimanere tranquilla a casa a riposare, non dovevano preoccuparsi per me.
Rimasta a casa però non mi andava di restare da sola tutto il giorno.
Telefonai a Claudia, la mia migliore amica, pregandola di raggiungermi sempre
che non avesse avuto di meglio da fare. Claudia arrivò dopo mezzora annunciata
da due squilli lunghi ed uno breve di campanello. Era il nostro codice
segreto di riconoscimento.

Andai direttamente ad aprire com'ero vestita per la notte: semplicemente una
lunga canottiera bianca con spalline larghe ed un paio di mutandine di
cotone dello stesso colore. Claudia indossava una t-shirt rosa, con gattino
bianco disegnato, che evidenziava le forme dei suoi seni pieni e sodi.
Niente reggiseno, una mini gonna di jeans ed un paio di sandali infradito di
cuoio.

Per buona parte della mattinata parlammo dei ragazzi e dei rapporti non
proprio soddisfacenti che noi ragazze avevamo con loro. I ragazzi ci
trattavano come oggetti di piacere, non si curavano minimamente delle nostre
esigenze di ragazze bisognose e desiderose di molte più attenzioni. Per loro
esisteva solo la scopata e solo la loro venuta finale.  Mentre eravamo
assorte in queste "profonde" riflessioni, squillò il telefono di casa che
era posato sul tavolinetto a fianco di Claudia.

Claudia sobbalzò rovesciando parte del contenuto del bicchiere di Coca Cola
che stava sorseggiando sulla mia canottiera. Erano i miei genitori che si
informavano della mia salute, quando parlarono poi con Claudia si
rinfrancarono ulteriormente perché sapevano che ero in buona compagnia. Come
avevo fatto altre volte con lei presente, mi tolsi la canottiera bagnata per
indossarne un'altra asciutta.

Fu allora che Claudia si accorse del livido sul seno destro che mi ero
procurato il giorno prima sbattendo contro lo spigolo della portiera
dell'auto
di mia madre.
" Caspita che bel livido! Fai vedere ."
Avvicinò così tanto il viso che riuscivo a percepire l'alito caldo sulla
pelle, cominciò a carezzare la parte tumefatta con movimenti delicati della
mano, quasi subito mi accorsi che stranamente il suo modo di respirare si
era fatto più rapido.

" Povera Alessia, quanta brutta bua ti sei fatta.", disse Claudia accompagnando
le parole con altre carezze. Carezze che lentamente estese all'attaccatura
laterale del seno che per me è sempre stato un punto molto sensibile.  Non
ancora contenta di accarezzarmi, dopo essersi seduta sulla spalliera del
divano, incominciò a darmi piccoli e dolci baci sul livido.
"Te la faccio passare io tutta questa bua." e intanto non smetteva nemmeno
un secondo di baciarmi ed accarezzarmi il seno.

Non sapevo cosa mi stava succedendo, ero come inebetita di fronte a queste
piacevolissime attenzioni, non riuscivo proprio a reagire.  Una sensazione
di calore cominciò a salire dal basso ventre facendo diventare sempre più
duri sia i seni sia i capezzoli. Non sapevo cosa fare, da una parte avrei
voluto dire a Claudia di smettere, dall'altra invece stavo provando delle
insolite sensazioni molto piacevoli.

Claudia, costatato che non reagivo e che il mio corpo gradiva le sue
attenzioni, continuò la cura. Estese i piccoli baci e le tenere carezze ad
entrambi i seni. Mi baciava, leccava, mordeva con la giusta pressione,
titillava i capezzoli con una straordinaria maestria. Nessun ragazzo, prima
di allora, era mai stato capace di tanto. Ormai eccitata al punto giusto
spinsi, con entrambe le mani, la sua testa contro i seni, volevo sentire
ancora di più il calore delle labbra.

Claudia alzò il viso verso di me, mi guardò con occhi languidi di passione,
dalle sue labbra colava un piccolissimo rivolo di saliva.  Senza nemmeno
rendermene conto la presi per mano, la invitai ad alzarsi e delicatamente
avvicinai le mie labbra alle sue. Ero un poco timorosa ma l'eccitazione era
tanta, posai leggermente le mie labbra sulle sue che erano caldissime e
bagnate. Claudia prontamente le schiuse, consentendo alla lingua di introdursi
nella mia bocca. Una scarica d'adrenalina si scatenò dentro di me al
contatto delle nostre lingue.

L'abbracciai con passione, la strinsi con forza da sentire i suoi seni
schiacciarsi contro i miei. Le punte dei capezzoli di Claudia si erano
indurite in un modo esagerato e spingevano sul mio corpo come la punta di un
trapano. Mai avrei pensato che tutto questo avesse potuto provocarmi delle
sensazioni di piacere così profonde. Si staccò dal mio abbraccio, si tolse
la t-shirt mettendo in mostra due grandi seni sodi che sempre avevano
destato la mia ammirazione ed invidia.

Muovendosi come una gatta, si riavvicinò a me e tornò a tormentarmi i
capezzoli girandoci intorno con la punta della lingua. Una sua mano con
molta delicatezza si aprì un varco fra le mie cosce che automaticamente si
allargarono per permettere un'esplorazione più agevole. In quel momento non
capivo più nulla, ero completamente impazzita, non sapevo nemmeno dove mi
trovassi. Claudia premette con forza le dita contro le mutandine fradice del
mio piacere.

"Sei proprio una maialina come me, senti come sei già bagnata e bollente! ".
" Claudia non dire nulla, adesso ho solo una gran voglia di godere con te".
Con due dita scostò il bordo delle mutandine, scoprì le grandi labbra della
mia fichetta coperte di peli fradici e ridotta ad una pozza di piacere. Un
dito si districò abilmente fra i peli, con delicatezza ruotò più volte
intorno al clitoride gonfio per poi raggiungere l'ingresso della vagina che
non aspettava altro.

Nel frattempo avevo incominciato a passarle le labbra suoi seni, a
mordicchiarle i capezzoli. Mi faceva eccitare udire la sua voce lamentosa
che, mentre mi baciava dietro il lobo dell'orecchio, mi spronava a morderle
ancora i capezzoli. Le dita nella fica divennero due e si muovevano dentro e
fuori con sempre più foga e sempre più mio piacere. Senza nemmeno staccarci,
mi sfilò completamente le mutandine mentre lasciava cadere per terra la sua
minigonna.

Restò solo con un perizoma nero trasparente che lasciava intravedere il pube
ricoperto da riccioli di peli neri. Si inginocchiò tra le mie gambe, con
entrambi i pollici spalancò la mia fichetta ed incominciò a leccare con
molta cura.  Con la lingua giocava intorno al clitoride, con le dita
rovistava dentro la fica causandomi un piacere intenso mai provato prima.
Le presi la testa fra le mani e la schiacciai ancora di più sulla mia
fichetta ormai impazzita. Nel frattempo Claudia, che non era per nulla
insensibile al piacere che stava provocandomi, si era introdotta due dita
nella fica.

Il perizoma non aveva creato ostacoli, aveva incominciato a masturbarsi con
vigore facendo arrivare alle mie orecchie incomprensibili mugolii di
piacere. Smise di leccarmi la fica, si alzò e senza pronunciare una parola
mi fece sdraiare sul divano. Mi venne sopra inginocchiata a gambe larghe sui
miei fianchi per poi sdraiarsi con la testa rivolta ai miei piedi. Mi stava
offrendo la sua fica pulsante e gocciolante che ancora spuntava dalla
sottile striscia del perizoma. L'imbarazzo e l'indecisione durarono in me
solo un breve attimo, poi la voglia di godere prese nuovamente il
sopravvento.

Volevo ricambiare il trattamento ricevuto e da inesperta incominciai a
leccare, mordicchiare, succhiare la fica con una foga che Claudia non si
aspettava ma che sembrò gradire molto. Ogni tanto emetteva un piccolo grido
di piacere più forte del solito e questo solitamente accadeva quando
recuperavo qualche pelo fra le labbra. Mai avrei immaginato che mi sarebbe
piaciuto così tanto il sapore ed il profumo di una fica in calore.

Mi sentivo inebriata da quel profumo di muschio così intenso, non la
smettevo più di bere quel nettare che colava dalla fica di Claudia. Non
contenta di tutto questo, oramai completamente persa, vedendo così da vicino
il buchino dell'ano che si contraeva ritmicamente, intinsi due dita negli
umori della fica.  Lentamente cominciai a carezzare il buchino tutto intorno
con la punta delle dita. Lei stimolata da queste carezze spingeva il culo
verso il dito sempre con maggiore frequenza.

Desiderava sicuramente essere penetrata, la penetrai lentamente con un solo
dito, con un solo lungo gemito Claudia mi fece capire di gradire. Rimasi
estasiata dalla sensazione di avvertire il suo culo aderire e fremere
intorno al mio dito che la penetrava. Nel frattempo continuavo a leccarle la
fica, cercando di penetrarla con la lingua.  Claudia non stava  certamente
ferma, con la lingua e le dita, continuava a torturarmi la mia povera
fichetta ormai giunta al limite della sopportazione.

La sentivo bruciare di piacere ogni volta che la lingua di Claudia la
percorreva dall'alto al basso. I sintomi che richiamano l'orgasmo ormai
imminente stavano aumentando, sicuramente Claudia se ne rese conto perché
m'infilò contemporaneamente tre dita nella fica. Iniziò a mordicchiare
delicatamente il clitoride e, quasi senza che me ne accorgessi, esplose in
me un orgasmo così intenso, violento e prolungato da farmi urlare dal
piacere.

Un altro urlo altrettanto forte e lamentoso raggiunse le mie orecchie. Un
vero terremoto di contrazioni circondò il mio viso racchiuso fra le cosce di
Claudia. Mai avevo provato un orgasmo così sconvolgente, forse anche Claudia mai
aveva provato un orgasmo così sconvolgente. Esaurita la scossa tellurica del
suo corpo Claudia si tirò su e, rigirandosi, si sdraiò al mio fianco. Esauste
ma felici iniziammo a baciarci, scambiandoci i sapori e gli umori delle
nostre fichette. Con un sorriso beato sulle labbra e fissandomi negli occhi,
Claudia mi fece questa confessione:

"Era da tanto tempo che ti desideravo, non immagini nemmeno quante volte mi
sia masturbata pensando a te.  Non avevo mai avuto il coraggio di
manifestarti il mio amore per paura di perdere la tua amicizia. Oggi quando
ti ho vista con i seni nudi ed i capezzoli eretti non ho capito più nulla. I
miei sensi repressi hanno avuto il sopravvento e mi sono lasciata andare
completamente. Non pensavo proprio che tu fossi così maialina, è stata
veramente una piacevolissima sorpresa."
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