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Sul Tram
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Scritto da Pico   
Franco odia la calca. Non sopporta di trovarsi in mezzo alla folla,
compresso tra corpi sconosciuti. Irene è sempre inviperita. Troppo
abituata alla mano lasciva che le si abbandona sulle natiche. Odia quelle
mani, odia la ressa.

Ogni mattina prendono lo stesso tram: il 24. Si conoscono di vista. Ritagli
di vita spesi insieme sullo stesso tram. Franco da tempo vorrebbe
lanciarsi. Gli piace il corpo di Irene e spesso fantastica su quello che
farebbe a quel bel culetto, come giocherebbe con quei seni tondi e gonfi..

Irene vede Franco e ne intuisce i desideri. L'idea la stuzzica. In fondo
Franco ha degli occhi scuri e lo sguardo intenso. Mediterraneo.
Non le spiacerebbe un incontro.
Questa mattina viaggiano molto vicini. In pratica lui è attaccato alla
schiena di lei. Approfittando del dondolio del tram lui urta con gentilezza
il sedere di Irene. Dopo qualche tocco "rubato" Irene si volta. I loro
sguardi s’incrociano. Lei accenna un sorriso, quasi compiaciuto. Lui
ammicca e ricambia il sorriso. Il viaggio continua. Mancano ancora quattro
fermate. Franco insiste, dopo il tocco rimane poggiato qualche secondo.
Il pene comincia ad inturgidirsi, tanto che Irene lo avverte, sentendolo
contro le proprie natiche. Non reagisce, anzi preme anche lei come per non
perdere il contatto. L'eccitazione di Franco sale. Mancano tre fermate e
lui diviene più audace. Adesso spinge con insistenza, preme la sua
consistenza ormai definita su quel sedere tondo. Lei accetta e ricambia la
spinta. Irene sente quella carne e la immagina mentre entra in lei. Irene
sente il suo sorriso nascosto bagnarsi piano. Si morde leggermente il
labbro inferiore. Franco è ormai eccitatissimo. Mancano ancora due
fermate. Improvvisamente una mano si poggia sul rigonfiamento di Franco.
Dita leggere che sfiorano, poi afferrano, poi sfiorano. L'imbarazzo di
Franco è mitigato dal fatto che nessuno può vedere in quella calca. Irene si
gira e sorride, Franco ricambia il sorriso con gli occhi ormai carichi di
desiderio. Sente la mano e sente il suo pene diventare duro come acciaio.

Ora non approfitta più degli scossoni. Si gode quel tocco. Già pensa che in
ufficio oggi sarà difficile non pensare a Irene. Manca una fermata. Irene si
volta e sorride. Lui risponde al sorriso e pensa di invitarla a pranzo. La
mano lo sta toccando con vigore adesso. Senza pudore. Come se davvero
volesse prenderglielo in mano adesso e farlo godere. Li sul tram. Franco
suda. Arriva la fermata di Irene. Ne manca una per Franco. Vorrebbe scendere
e continuare a piedi, parlarle, urlarle la propria voglia, ma rimane
bloccato. L'imbarazzo. Irene scende e mentre le porte si chiudono saluta
con la mano Franco e gli regala un sorriso. Lui risponde al sorriso,
continuando a sognare. Il tram riparte. La calca soffocante.
Improvvisamente Franco sente ancora la mano. Rimane sorpreso e crede di
averlo solo immaginato. Il suo membro è ancora duro. La mano continua. Resta
senza parole. Sbigottito, immobile, incapace di ogni reazione.
Finalmente le porte si aprono e lui quasi cade fuori del tram. Dal
marciapiede si volta. In tempo per vedere quel biondino, molto elegante,
con la faccia da bambino. Mentre il tram riparte il biondino lo saluta con la mano e gli sorride....

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