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Sul traghetto
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Scritto da Alessia   
Avevo 19 anni, ero in vacanza con la mia migliore amica, la prima vacanza da
sole all'estero.
Avevamo scelto di andare a fare un piccolo giro in grecia, e per la prima
volta fuori dal nostro paese ci sentivamo cariche di energie. ci imbarchiamo
sul traghetto, strapieno, vicino ferragosto. non avevamo un posto dove
dormire, così decidiamo di passare la notte sul ponte della nave. il gelo
del mare era spaventoso. guardavo, affacciandomi, la poppa della nave
infrangersi contro l'acqua. la mia amica s'era rintanata dentro, sul
pavimento, appoggiata agli zaini, facendo da guardia, mentre io gironzolavo
un po.
-freddo, vero?
-oh si, stavo per prendere un maglioncino.
Un bel ragazzo si avvicinò a me, appoggiandosi anche lui al bordo della
nave.
-Era un pò che ti guardavo. a dire il vero ti guardavamo un pò tutti.
Indicò un gruppetto di ragazzi che ridevano tra di loro indicandomi.
-sai, la tua gonna e corta, e sporgendoti abbiamo visto tutti quanti che
porti un tanga nero.
Arrossii...
-i miei amici dicono che non avrei avuto il coraggio di venirti a dire che
hai il culetto più bello di tutta la nave.
-grazie, ma mi sembra eccessivo...
non sapevo cosa dire, fissavo distrattamente le mani del ragazzo, appoggiate
accanto a me.
-ecco, lo sapevo, ti ho imbarazzata... non volevo.
era veramente carino, s'era accorto che mi vergognavo di aver dato mostra di
me, sebbene alla fine avessi ricevuto parecchi complimenti.
-no no, tranquillo
Dissi piano
-così imparo a starmene col sedere per aria.
Mi sorrise, aveva i capelli neri, cortissimi, e degli occhi sul verde scuro.
-comunque credo sia inopportuno che una ragazza sia tutta sola sul ponte
della nave, il tuo ragazzo dov'e'?
notai il fatto che, in modo garbato, appurasse che io fossi priva di legami.
-Sai (risposi con fare malizioso) è dentro, vorrei fartelo conoscere.
lui mi sorprese rispondendomi
-davvero? ok.
Pensavo che un ragazzo normale avrebbe trovato un modo per cavarsi
dall'impaccio, lui invece sembrava non temere confronti.
In quel momento non sapevo più cosa inventarmi.
Mi avvicinai, seguita dal moretto, alla mia amica. le diedi una piccola
pacca sulla spalla, lei sonnecchiava.
-Lei è la mia ragazza
dissi, e li presentai.
La mia amica non era nuova a questo genere di stranezze, ogni tanto ballando
in qualche discoteca c'era capitato di strusciarci volutamente per provocare
i ragazzi, qualche volta c'eravamo anche baciate, percio' mi resse il gioco.
I due si strinsero la mano, poi mi sedetti vicino a lei.
-ma dormite qui sul pavimento? non avete una cabina?
-no, abbiamo preso il traghetto all'ultimo, non abbiamo prenotato.
-vi cedo la mia se volete. posso pure dormire sul ponte.
I miei occhi erano increduli. uno sconosciuto cedeva la cabina ad una coppia
di ragazze senza cercare tornaconto.
noi inizialmente facemmo i complimenti, evitando di accettare, ma le sue
insistenze erano continue, così alla fine cedettimo.
Ci accompagno' nella sua cabina singola, piccina, con un letto a scomparsa
ad una piazza.
-ok, io ve la cedo ad un unica condizione.
ecco, aspettavo proprio che ponesse delle condizioni, mi sembrava troppo
strano.
-voi due ragazze, disse, siete una bella coppia. sono sicuro che avete un
ottima intesa a livello sessuale, e mi piacerebbe solamente guardarvi mentre
vi toccate a vicenda.
-stai scherzando?
dissi io sbalordita.
Non potevo immaginate di fare una cosa simile davanti ad un estraneo. la mia
amica mi prese da parte dicendomi che potevamo benissimo strusciarci un
poco, baciarsi, e lui si sarebbe trovato in un tale imbarazzo che c'avrebbe
lasciato in pace senza problemi.
lo guardammo in silenzio, sedute sul letto, mentre lui era in piedi vicino a
questo.
-ok, nessun problema
dissi con aria di sfida, scocciata dai suoi sguardi insistenti.
iniziai a far scorrere le mie mani sul petto della mia amica, mentre lei,
partendo dalle mie caviglie arrivava pian piano a farsi varco tra le mie
cosce chiuse. ci baciammo strusciando le labbra di una su quelle dell'altra,
mi sedetti sopra di lei, e per qualche attimo fingemmo di fare sesso come lo
fanno uomini e donne, risultando ridicole ed impacciate. la guardavo e mi
veniva da ridere, e anche a lei, eravamo imbarazzate.
-non ho mai visto due ragazze fare sesso vestite
disse con aria scocciata.
lei passò le sue mani lungo i miei fianchi, sollevando la mia cannottierina
rossa, fingendo di tastarmi il seno da sopra il reggiseno.
lui sorrise, poi aprì la porta del corridoio
-potete anche dormire sul ponte, per quanto mi riguarda. il mio letto vale
più di due ragazzine che si fingono lesbiche.
la sfida era troppo alta. mi alzai e chiusi la porta con il chiavistello. lo
guardai in faccia.
-ok, hai ragione, dobbiamo pagare pegno.
mi tolsi gli slip sfilandoli dalla mia gonna, li piegai con cura per
infilarli nel taschino della sua camicia.
-tieni, questo sarà il ricordo di questa notte, vedrai qualcosa di unico.
mi sdraiai sul letto, spogliandomi del resto dei vestiti. quando fui
completamente nuda la mia amica iniziò ad esitare. mi avvicinai a lei e con
dolcezza le sussurrai che le volevo bene. poi spostai piano le mie labbra
sulle sue, e iniziai a leccargliele piano, slacciandole la camicietta.
i suoi seni morbidi erano pulsanti, piacevoli da toccare, rosati, poco più
scuri della sua pelle. scesi con la mia bocca sino ai capezzoli, e li
iniziai a sfiorare con le labbra. lei incredula dapprima, teneva la mia
testa poggiata sul suo petto. le calai i calzoncini fino a vedere le
mutande. infilai la mia mano, senza toglierle gli slip, strusciandola contro
il suo clitoride.
dopo poco si stava bagnando, ed era stranissimo, la mia amica che si bagnava
grazie alle mie dita, non potevo crederci. mi staccai da lei, per farla
riprendere un secondo, credendo che fosse abbastanza la visione.
guardai il ragazzo, che s'era appoggiato alla porta, in cerca di un segno di
assenso.
-leccatevi le passere, schifose troiette, disse.
ormai era tardi per tirasi indietro, e la mia amica si avvicinò a me
mettendo la sua fica sulla mia faccia.
l'odore era piacevole, e così iniziai a leccarla, dapprima con la punta,
poi, pian piano le mettevo l'intera lingua nel buchetto. mi voltai per un
secondo verso di lui e guardai la patta dei suoi pantaloni. era gonfia e lui
mi sorrise.
la mia amica iniziò a leccarsi le dita per poi mettermele dentro. prima una,
poi due. ero così eccitata. lei dopo avermi masturbato affondando le dita
dentro la mia fichetta bagnata, si leccava le mani, per poi ricominciare.
il ragazzo, nel frattempo, aveva iniziato a scaldarsi. tutti i miei amici mi
avevano sempre parlato delle loro fantasie sulle ragazze, e potebo ben
immaginare quanto sangue stesse affluendo in quel momento verso il suo
cazzo.
lui lassava la sua mano lungo i pantaloni, per poi arrivare a strusciarsela
contro l'uccello. man mano che io e lei continuavamo a giocare con i nostri
corpi la precisa forma di quel cazzo si intravedeva dai pantaloni jeans,
aggiustata dal continuo passaggio e sempre più evidente.
era eccitantissimo vedelo stringere i miei slip con una mano e con l'altra
sfiorarsi, così decisi di fargli un piccolo regalo. presi il mio dito medio,
lo misi prima nella mia fica, e poi in quella della mia amica. eravamo
bagnatissime, e mi rimase in mano tutto il liquido che le nostre passerine
producevano per l'eccitazione.
porsi la mia mano verso di lui
-leccala, piccolo maiale.
lui non esitò, iniziando prima a leccare il mio dito, poi a prenderlo,
metterlo nuovamente prima nella mia e poi in quella della mia amica e a
rileccarlo. era così eccitato che i pantaloni sembravano stare per
esplorere. si abbassò lentamente la zip. dalle mutande nere emergeva una
cappella circoncisa, non ne avevo mai viste prima. poi prese la sua mano, si
vece varco tra le mie cosce, se le bagnava e continuava a masturbarsi.
lo spettacolo era esaltante. quel cazzo sembrava abbastanza gonfio da poter
reggere ancora per poco.
noi continuavamo i nostri giochi saffici, mentre lui si masturbava riducendo
sempre di più la distanza. strusciò il suo cazzo sul mio capezzolo, poi su
quello della mia amica. noi ci interrompemmo a guardarlo, era spettacolare.
poi lentamente prese la testa della mia amica e la spinse verso le sue palle
-leccamele, anzi, leccatemele, ne ho due, una a testa.
noi arretravamo, i patti non erano quelli
-volevi vederci, hai detto che se ci fossimo toccate a te sarebbe bastato
-brutte porche
disse, con il suo cazzo tra le dita che veniva lentamente sollecitato
-mi avete eccitato, ora voglio che mi svuotiate le palle.
-mio caro, avresti potuto chiedere un pompino, non che ci leccassimo a
vicenda
rispose la mia amica con fare sveglio.
io invece avevo voglia di leccarlo, mi era piaciuto leccare la mia amica, ma
quel cazzo grosso mi faceva gola.
lui mi guardòe percepì che non ero totalmente daccodo con quello che diceva
lei.
-tu invece credo lo vuoi il mio cazzo in bocca, vero?
stetti ferma qualche attimo, lui afferrò la mia testa con foga,
spingendosela verso l'uccello.io tendevo la bocca chiusa e sentivo la punta
del cazzo sbattermi sulle labbra. la mia amica nel frattempo con le sue dita
mi masturbava con forza, come a voler reclamare i suoi diritti.
ero tra due fuochi, e decisi di farmi ardere da entrambi.
il ragazzo mi spalanco' la bocca tenendo chiuso il mio naso, poi, quando la
aprii, ci infilò tutto il suo cazzo, e usava la mia testa per masturbarsi.
la mia amica spostava sempre più le sue dita verso il buco del mio sedere.
non potevo crederci. mi infilò un dito dentro mentre lui, vedendolo, si
eccitava.
-schifosa troietta, cosa fai, quel buco lo voglio io.
si interruppe dal masturbarsi con la mia bocca e iniziò a infilarmi un dito
anche lui nel culo.
le loro dita, una piccola le liscia, l'altra dura, violenta e grande, mi
allargavano il buco, preparandolo all'ingresso di altre dita.
io urlavo. qualcuno bussò alla cabina per il rumore. erano gli amici del
ragazzo, che sentendo le grida avevano capito tutto e volevano anche loro un
pò di piacere da noi. lui dapprima disse che voleva averci tutte per lui.
poi, dopo essere venuto sulla mia schiena dopo avermi toccato a lungo nel
buco del culo, aprì la porta e fece entrare i suoi due amici, che trovarono
davanti ai loro occhi increduli io e lei abbracciate che continuavamo a
baciarci.
immediatamente i due si tolsero gli indumenti, cercando di non disturbarci
nel nostro scambio di effusioni. iniziarono dapprima a masturbarsi anche
loro, poi volevano essere soddisfatti da noi.
l'altro ragazzo, il primo, accorgendosi che gli amici si stavano prendendo
ciò che fino poco prima era suo, decise di riunirsi al gruppetto. eravamo
troppi e sul letto non entravamo. io e la mia amica stavamo sdraiate, e
loro, inginocchiati, strusciavano le loro mazze lungo ogni centimetro dei
nostri corpi.
poi iniziarono a sperimetare cose che ritenevano essere divertenti.
uno dei nuovi arrivati disse
-mettiamo tutti i cazzi nella bocca di lei, così vediamo se c'entrano.
cercarono di infilare nella bocca della mia povera amica tutti e tre i loro
uccelli, e sebbene non fossero grandissimi, ma perfettamente nella media,
più di due non ne entravano. poi iniziarono a cercare di infilarne due nella
stessa fica, scegliendo la mia. sentivo la mia piccola topa bagnarsi
rapidamente, era eccitante avere due cazzi dentro, ma richiavano di
spaccarmela, era impossibile che ci entrassero.
-li vorrei sentire anche io
disse la mia amica, messa un attimo da parte.
-che puttane che siete, vi servirebbe una nave di cazzi
disse quello che ci aveva iniziato al gioco
iniziarono a turno a scoparci, era divertente, uno di loro dava il cambio.
poi, poco dopo decisero di penetrarci il culo. la mia amica si tirò
indietro.
io avevo avuto solo un esperienza anale, ed era stata parecchio piacevole,
sebbene il dolore, così non feci altrettanto
mentre uno me lo metteva dietro, un altro se lo faceva succhiare, ed un
altro ancora cercava di scoparmi. ero piena di cazzi, e fu il momento più
bello della mia vita. sentivo il mio corpo pulsare, la mia fica bagnarsi a
dismisura. venni. per poi sdraiarmi sfinita. guardai i ragazzi cercare
soddisfazione nella mia amica, mentre, un pò sonnecchiando, mi procuravo un
altro orgasmo masturbandomi. mi addormentai dopo poco. la mattina mi
svegliai in grecia, sdraiata sul letto del tragetto, con la mia amica
appoggiata sul sedere, addormentata, entrambe ricoperte di sperma.
voltai gli occhi verso la porta. un piccolo biglietto era sul pavimento.
"Abbiate una buona estate. voi probabilmente cercherete altri ragazzi, ma
noi già sappiamo che due come voi non le incontreremo più"
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